L’incontro

Marmo

163x88x53 cm.

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n. inv. 121

Category: Scultura

Descrizione

L’abbraccio tra una giovane donna e una più anziana mentre si guardano sorridendo: la composizione, anche se il titolo non lo dichiara esplicitamente, fa riferimento al celebre episodio evangelico della Visitazione (Luca 1, 5-8): la Vergine Maria, dopo l’Annuncio dell’Arcangelo Gabriele che la rese madre immacolata di Gesù Cristo, si recò da sua cugina Elisabetta (moglie di Zaccaria, sacerdote del Tempio di Gerusalemme), anche lei miracolosamente gravida nonostante la sterilità e l’anzianità. La visita aveva lo scopo di aiutare l’anziana parente durante gli ultimi mesi prima della nascita di Giovanni Battista e di ricevere consigli.

L’episodio evangelico è un capolavoro di letteratura sacra nell’espressione dei sentimenti di timorosa gioia delle due donne e di esaltazione della gloria di Dio nelle celebri parole del Magnificat espresse da Maria: alle lodi di Elisabetta per essere la madre del Salvatore, la Vergine risponde che è stata piuttosto la volontà di Dio ad aver ispirato la sua anima.

L’intimità esultante delle due gravide è magnificamente percepibile nello sguardo d’intesa che le due figure della composizione di Crocetti si rivolgono: l’avvicinarsi delle loro teste, l’umile chinarsi di Maria e l’abbraccio avvolgente di Elisabetta descrivono puntualmente la narrazione dei sentimenti del testo dell’evangelista Luca. Un importante dettaglio volumetrico deve essere colto nel proprio significato simbolico: la figura di Elisabetta non è semplicemente più bassa di quella che rappresenta Maria, ma è più piccola nelle proporzioni, perché, quantunque miracolosa e santa, la sua gravidanza non è importante come quella della sua immacolata cugina, da cui è dipesa la salvezza del mondo. Il canone bizantino-medievale, per cui i personaggi più importanti di una composizione artistica dovevano avere proporzioni più imponenti per essere immediatamente conosciuti, è qui ripreso da Crocetti e declinata al linguaggio moderno della resa realistica ed essenziale delle forme.

In mostra permanente al museo dal 2002.

inedito