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Cavallo e cavaliere

Cavallo e cavaliere

bronzo

57 × 58,5 × 20 cm

1970

n. inv. 74

La versione di Cavallo e cavaliere del 1970 è indubbiamente la più narrativa e manifesta un rapporto diverso tra uomo e animale; mentre nei precedenti e successivi esemplari (nn. Inv. 72-73, 83) si nota un comune intendimento nella fiacca dell’agire, qui l’essere umano ha il guizzo del comando, cui la bestia a fatica si sottomette. La torsione del muso, infatti, in questo esemplare è repentina nello scatto e coinvolge soltanto la testa del cavallo, mentre il collo è rigidamente eretto: nelle versioni successive, invece, la stessa rotazione è più bassa e progressiva, accondiscendente con gli stanchi ordini del padrone.
Queste prime sperimentazioni in dimensioni ridotte del tema iconografico furono successivamente elaborate dal maestro abruzzese per l’esecuzione del grande monumento Il Giovane Cavaliere della Pace, portato in mostra in un giro del mondo iniziato nel 1989 in occasione del quarantaquattresimo anniversario del lancio della prima bomba atomica: i gruppi equestri di Venanzo Crocetti non hanno nulla del carattere militaresco che superficialmente potrebbe suggerire la tradizione del tema, ma anzi si pongono come testimoni della pacificazione, di un’armonia tra uomo e natura nella condivisione dello stesso destino.