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Giovanna

Giovanna

bronzo

45 x 32 x 36 cm

1956

n. inv. 175

La donna che funse da modella per questa scultura è la pittrice Giovanna Giacomozzi, ritratta da Crocetti in più di una occasione. In quest’opera, il volto serafico della donna è ammantato di un panneggio aderente che le copre la testa e il collo. Questa tipologia di indumento ha origini nell’antica Roma, dove le donne consacrate come vestali solevano coprirsi interamente il capo. Se ne ha un esempio nella donna velata del Museo Nazionale Romano della Capitale (I sec. a.C.), il cui volto sereno ma allo stesso tempo austero e leggermente piegato ricorda molto l’opera in questione.

Il precedente artistico più puntuale che può essere riferito a questa testa è senza dubbio la Vestalis di Antonio Canova, erma marmorea scolpita dopo il 1818 su commissione del banchiere milanese Luigi Uboldi e oggi conservata presso la Galleria d’Arte Moderna di Milano: il panneggio che fascia la donna dello scultore veneto è identico a quello che cinge la testa di Giovanna, finanche nell’orientamento dell’avvilupparsi delle pieghe; la scultura di Crocetti, però, non è rigidamente classica come l’erma di Canova, ma, per la leggera inclinazione del volto, dotata di una grazia umana che sembra rendere la materia più morbida.

Non a caso, anche la scultura di Canova raffigura una vestale: evidentemente lo scultore abruzzese attribuisce alla donna ritratta le virtù di castità e di elevazione spirituale proprie delle antiche sacerdotesse.