Le opere del Maestro

Museo Venanzo Crocetti - ROMA

Cavallo che si abbevera

bronzo
176x77x78 cm.
1965
n. inv. 295

SKU: N/A
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Product Description

La forma declinata al gesto: l’opera è una straordinaria lezione di modernità racchiusa nella sola azione dell’animale di chinare il muso per abbeverarsi; la testa del cavallo esiste soltanto in funzione del gesto che deve compiere, svanendo tutto il resto. Il concetto di rendere palese soltanto ciò che è essenziale e di fondere la materia con l’atto che si sta compiendo potrebbe essere manifesto di quella filosofia della complessità di cui parla Edgar Morin che tanto ha messo in discussione il modo di apprendere della mente umana.

Dunque, l’essenzialità del cavallo nell’istante in cui soddisfa il bisogno di bere coincide esattamente con il suo muso proteso verso il bacino d’acqua, qualsiasi altro elemento descrittivo (il corpo dell’animale, l’acqua stessa…) sarebbe fuorviante alla comprensione di quel gesto. La tensione del collo, dunque, si ferma nell’aria, si interrompe bruscamente al di sopra dell’orizzonte visivo dell’osservatore, senza alcun ornamento superfluo.

Anche il punto di vista è di straordinaria efficacia: la possanza del cavallo, che di fatto non esiste se non nel cervello di chi osserva e spontaneamente calcolerà la proporzione, è resa evidentissima dalla dimensione rialzata e gigante del solo muso, producendo un effetto straniante di grandissimo effetto.

Una seconda fusione, di dimensioni leggermente diverse (177x68x73) è conservato in collezione privata (De Santi 2001, n. 37).

1973  Tokyo, Contemporary Sculpture Center
Osaka, Contemporary Sculpture Center

2006  Longarone, Longarone Fiere (mostra collettiva)
Milano, Museo Fondazione Luciana Matalon (mostra personale)

2010 Padova, Palazzo Zuckermann (mostra personale)

2013  Roma, Museo Nazionale di Palazzo Venezia (mostra personale)

dal 2014 esposto al Museo Crocetti

Venanzo Crocetti, catalogo della mostra (Tokyo, 10-29 settembre 1973 e Osaka, 13-27 ottobre 1973),Giappone 1973, n.8

Venanzo Crocetti nelle collezioni teramane. Bronzi, gessi, terracotte e opere su carta dal 1927 al 2000, catalogo a cura di Floriano De Santi, Teramo 2001, n. 37.

Venanzo Crocetti. L’Odissea Classica, catalogo della mostra (Milano, Museo Fondazione Luciana Matalon, 26 ottobre – 21 novembre 2006), a cura di Floriano de Santi, Teramo 2006, p. 32, f. 6.

Venanzo Crocetti. L’assolutezza della forma, catalogo della mostra (Padova, Palazzo Zuckermann, 16 aprile-30 maggio 2010), a cura di Tiziana D’Acchille, Albano Laziale (RM) 2010, p. 22.

Venanzo Crocetti e il sentimento dell’antico. L’eleganza nel Novecento, catalogo della mostra (Roma, Museo di Palazzo Venezia, 2 settembre – 20 ottobre 2013) a cura di Paola Goretti, Roma 2013, n. 45.

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Cavallo che si abbevera - Museo Venanzo Crocetti

Cavallo che si abbevera

bronzo
176x77x78 cm.
1965
n. inv. 295

Category: Scultura

Descrizione

La forma declinata al gesto: l’opera è una straordinaria lezione di modernità racchiusa nella sola azione dell’animale di chinare il muso per abbeverarsi; la testa del cavallo esiste soltanto in funzione del gesto che deve compiere, svanendo tutto il resto. Il concetto di rendere palese soltanto ciò che è essenziale e di fondere la materia con l’atto che si sta compiendo potrebbe essere manifesto di quella filosofia della complessità di cui parla Edgar Morin che tanto ha messo in discussione il modo di apprendere della mente umana.

Dunque, l’essenzialità del cavallo nell’istante in cui soddisfa il bisogno di bere coincide esattamente con il suo muso proteso verso il bacino d’acqua, qualsiasi altro elemento descrittivo (il corpo dell’animale, l’acqua stessa…) sarebbe fuorviante alla comprensione di quel gesto. La tensione del collo, dunque, si ferma nell’aria, si interrompe bruscamente al di sopra dell’orizzonte visivo dell’osservatore, senza alcun ornamento superfluo.

Anche il punto di vista è di straordinaria efficacia: la possanza del cavallo, che di fatto non esiste se non nel cervello di chi osserva e spontaneamente calcolerà la proporzione, è resa evidentissima dalla dimensione rialzata e gigante del solo muso, producendo un effetto straniante di grandissimo effetto.

Una seconda fusione, di dimensioni leggermente diverse (177x68x73) è conservato in collezione privata (De Santi 2001, n. 37).

1973  Tokyo, Contemporary Sculpture Center
Osaka, Contemporary Sculpture Center

2006  Longarone, Longarone Fiere (mostra collettiva)
Milano, Museo Fondazione Luciana Matalon (mostra personale)

2010 Padova, Palazzo Zuckermann (mostra personale)

2013  Roma, Museo Nazionale di Palazzo Venezia (mostra personale)

dal 2014 esposto al Museo Crocetti

Venanzo Crocetti, catalogo della mostra (Tokyo, 10-29 settembre 1973 e Osaka, 13-27 ottobre 1973),Giappone 1973, n.8

Venanzo Crocetti nelle collezioni teramane. Bronzi, gessi, terracotte e opere su carta dal 1927 al 2000, catalogo a cura di Floriano De Santi, Teramo 2001, n. 37.

Venanzo Crocetti. L’Odissea Classica, catalogo della mostra (Milano, Museo Fondazione Luciana Matalon, 26 ottobre – 21 novembre 2006), a cura di Floriano de Santi, Teramo 2006, p. 32, f. 6.

Venanzo Crocetti. L’assolutezza della forma, catalogo della mostra (Padova, Palazzo Zuckermann, 16 aprile-30 maggio 2010), a cura di Tiziana D’Acchille, Albano Laziale (RM) 2010, p. 22.

Venanzo Crocetti e il sentimento dell’antico. L’eleganza nel Novecento, catalogo della mostra (Roma, Museo di Palazzo Venezia, 2 settembre – 20 ottobre 2013) a cura di Paola Goretti, Roma 2013, n. 45.