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I Cavalli dell'Apocalisse

I Cavalli dell'Apocalisse

matita, carboncino e acquerello

49,7 x 70 cm

1951

n. inv. 19

Nell’Apocalisse di Giovanni (6, 1-8), quattro cavalieri, figure simboliche di difficile interpretazione, montano quattro destrieri di colori diversi (bianco, rosso, nero, verde). Nella cultura figurativa occidentale, molti sono gli artisti che hanno riprodotto la narrazione evangelica, a partire da una celebre incisione di Albrecht Dürer che interpretò i quattro personaggi come allegoria della guerra, della carestia, della malattia e della morte (in realtà, nel testo neotestamentario è identificato con il termine di morte – Thanatos – soltanto l’ultimo cavaliere; la simbologia degli altri tre, non esplicita, viene desunta per via esegetica). 

L’opera grafica di Crocetti è incentrata su due dei quattro cavalli, raffigurati nell’impeto della corsa (riferimento evidente alla scattante concitazione dell’opera di Dürer): sono montati da scheletri, riferimento al ruolo pestifero che precorre il Giudizio Universale. In particolare, il cavaliere alla sinistra dell’osservatore brandisce una falce, elemento iconografico associato alla morte. 

Come in molte delle opere grafiche del maestro abruzzese, in questo acquerello è manifesto il modo di concepire la figura e il suo movimento: essendo uno studio, le linee segnate a matita, che si vedono lungo i corpi dei cavalli in corsa, non determinano il punto di fuga dell’ambientazione, ma definiscono i piani volumetrici delle forme, evidenza dell’abitudine di analizzare la figura per il suo valore tridimensionale, proprio dell’arte scultorea. 

Pur non avendo alcuna attinenza diretta, l’opera è cronologicamente vicina all’inizio della realizzazione della Porta dei Sacramenti per la Basilica di San Pietro in Vaticano: è, dunque, un ulteriore prova dello studio del maestro e del suo interesse per i testi sacri all’inizio degli anni Cinquanta del Novecento. L’opera, infine, è da mettere in relazione con un altro disegno, Cavallo dell’Apocalisse, datato 1948 e raffigurante il solo gruppo di destra (123x152 mm; L’altra faccia della luna, p. 27; L’arte Sacra di Venanzo Crocetti, p. 117) da cui nello stesso anno il maestro trasse un bassorilievo in bronzo (26x20 cm.; Venanzo Crocetti, sculture e opere su carta 1932-2000, p. 28).