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Maria di Magdala in ginocchio

Maria di Magdala in ginocchio

Bronzo

31,5 x 30 x 12 cm

1980-81

n. inv. 60

Maria di Magdala, raffigurata nel proprio struggimento a seguito della morte di Gesù, fu uno dei temi più rappresentati da Venanzo Crocetti, in diversi momenti della sua lunga carriera. Questa versione costituisce un unicum nel catalogo dell’artista, poiché è l’esemplare che più si allontana dall’ideale estetico della forma classicamente tornita determinante la ricerca del maestro abruzzese.

Seguendo la raffigurazione dal basso, si distinguono le gambe piegate in ginocchio, il busto leggermente proteso in avanti e le braccia allungate verso il basso con le mani intrecciate in preghiera; man mano che si risale verso il volto, ecco che il corpo si disfa, come se si stesse sciogliendo, per cui il collo piegato in avanti sembra non sostenere il peso della testa, sulla quale la chioma scompigliata e senza forma cela ancor di più il volto completamente rivolto verso il basso.

Da un punto di vista tecnico, l’artificio creativo realizzato da Crocetti impone uno straniamento nella lettura del materiale compositivo: il bronzo sembra sciogliersi come se la figura fosse di sabbia a contatto con l’acqua; le masse circolari che compongono la figura, sembrano formazioni clastiche che piano piano si depositano sul corpo scarnificato, riempiendo il vuoto di carni disfatte. Modellare il bronzo, materiale plastico per definizione, affinché assuma l’aspetto di composizioni granulose, è una sperimentazione tecnica di non facile compimento. Ma non è soltanto un esercizio di stile: la solidità della materia bronzea rende concreta l’idea della consunzione fisica e morale che si prova davanti al dramma della morte.