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Modella che si riordina i capelli

Modella che si riordina i capelli

bronzo

180 x 100 x 49 cm

1985

n. inv. 75

La grande composizione, di dimensioni leggermente maggiori del reale, ha in sé una vastissima raccolta di riferimenti a un repertorio figurativo che inizia nella statuaria greco-romana. Si tratta, infatti, del prototipo della Venere al bagno, così come rappresentata nell’esemplare della raccolta di Palazzo Altemps (Roma, Museo Nazionale Romano, inv. 856, I sec. d.C.), che venne preso a esempio da moltissimi artisti nel corso del secolo, da Paolo Veronese (Omaha-Nebraska, Joselyn Art Museum, 1580) a Bouguereau (Buenos Aires, Museo Nazionale di Belle Arti, 1873), fino ad Auguste Rodin (Lille, Museo di Belle Arti, 1890).

La scultura di Crocetti si integra perfettamente in questa tradizione figurativa: la torsione del busto imprime movimento alla scultura, in quell’ideale estetico di linea serpentinata che da Policleto a Michelangelo si fissò quale canone di bellezza perfetta, fino a giungere alla teorizzazione formale enunciata da Hogarth nel suo The Analysis of Beauty (1853). In Crocetti le masse sono realisticamente tornite secondo la concezione moderna di non correggere l’errore della Natura, cercando la perfezione nel dato oggettivo. Il risultato è la monumentalità di una mitologia antica nascosta nella quotidianità di un gesto qualunque.