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Modella che si spoglia

Modella che si spoglia

bronzo

191 x 58 x 53 cm

1976

n. inv. 42

Nella ricerca di Crocetti, spesso la situazione raffigurata rappresenta il momento che precede o immediatamente segue il culmine di un evento. La Modella che si spoglia rientra nella serie di sculture che fanno parte di questa ricerca: la scelta dell’azione non è una tradizionale posa artistica ma il gesto spontaneo del prepararsi a quella posa, alla sistemazione plastica che consente il classico studio anatomico nudo ritratto dal vero.

La donna rappresentata ha la consistenza e la sensualità delle carni reali, ingentilite dal gesto macchinoso ma non goffo dello sfilare la veste dalle spalle. L’espressione trasognata del viso esprime una certa voluttà nell’azione, una discreta, eppur manifesta, compiacenza per la propria beltà, mostrata con dolce sicumera.

La pesantezza della veste che si gonfia nell’avvolgersi sulla schiena è compensata dalla leggiadra costruzione dell’intreccio delle braccia, che carica di superba consapevolezza il naturale portare in alto la testa. Come una moderna Venere kallikora (si prenda a esempio la Venere Esquilina dei Musei Capitolini di Roma, I sec. a.C.) o kallipigia, in considerazione della veste tirata sopra le natiche (Napoli, Museo Nazionale Archeologico, I-II secolo), la modella di Crocetti esprime una “sensuale partecipazione”, come ben intese Fortunato Bellonzi: questo compiacimento, però, non è rivolto a chi guarda, ma alla soddisfazione di sé.

Dell’opera furono tratte altre due fusioni: una prima venduta nel 1981 al Museo d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro a Venezia; una seconda, degli stessi anni, acquistata dalla Banca di Credito Cooperativo di Teramo.

Modella che si spoglia