Vai ai contenuti della pagina Vai al pié di pagina
Fantasia come ti pare
Fantasia come ti pare

Fantasia come ti pare

bronzo

64 x 81 x 30 cm

1938

n. inv. 20

L’opera costituisce un enigma da più punti di vista: non solo per la criptica iconologia e per l’ambiguo titolo imposto dall’autore, ma anche perché costituisce l’unico esempio di composizione fantastica nel catalogo di Crocetti, solitamente caratterizzato da un rigoroso realismo.

Sulla groppa di un toro, simbologia di forza fisica ma anche di vitalità riproduttiva, sono assise tre figure: una donna nuda con la schiena inarcata, in evidente atteggiamento di piacere; una sagoma scheletrica avvolta in un lungo manto che ne nasconde le membra; un personaggio maschile con il volto e il capo coperti da una maschera e da un cappello da Pulcinella che, prendendo per le corna l’animale, sembra condurre la compagnia. Evidentemente, ogni figura ha una valenza simbolica: la donna richiama alla libertà sessuale e rimanda a una nutrita serie di esempi letterari (da Pasifae, la moglie di Minosse che si unì a un toro generando il Minotauro, a Lady Godiva, nobildonna inglese simbolo dell’indipendenza femminile che cavalcò nuda per difendere il proprio popolo); il personaggio scheletrico rappresenta la morte (intesa probabilmente come riprovazione morale dettata dal buon costume sociale); pulcinella, invece, palesa l’irriverenza verso le convenzioni e un’interpretazione ironica e canzonatoria della realtà.

Questi rimandi iconografici sono sufficientemente chiari se considerati singolarmente, ma di più difficile interpretazione è il senso generale dell’opera e la motivazione che l’ha generata. Come intuito da Paola Goretti, è probabile che lo scultore Rito Valla abbia conosciuto quest’opera e da questa abbia tratto ispirazione per la scultura bronzea Il mito di Pasifae (1991): la posizione inarcata della figura femminile è sorprendentemente vicina a quella di Crocetti di cui sembra costituirne una versione semplificata.