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Cavallo e cavaliere

Cavallo e cavaliere

bronzo

38 x 45 x 14,5 cm

1973

n. inv. 81

Di tutta la serie raffigurante l’uomo che cavalca il proprio destriero, questa composizione è la rappresentazione di una caduta, l’attimo prima della completa rovina: il cavallo ha ormai perso aderenza al terreno con le zampe anteriori, divaricate e piegate nello sforzo di reggersi ancora in piedi; il muso curvato verso terra con le fauci spalancate preannuncia lo sgomento della caduta. Anche l’uomo, nel tentativo di controbilanciare la spinta verso il basso, è ritratto in una posizione contorta e sbilenca.

Laddove la composizione non abbia un’identificazione precisa con un avvenimento storico, ma rappresenti in generale l’esperienza umana del tracollo improvviso, il drammatico e caracollante gruppo riporta alla mente l’esperienza di Saulo di Tarso (Atti 9, 1-19), persecutore dei cristiani che, folgorato sulla via di Damasco, si convertì e divenne un fervente seguace di Gesù.