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Il grembo materno

Il grembo materno

marmo

105 x 55 x 38 cm

s.d.

n. inv. 107

L’iconografia che in questa opera viene presentata ha un’origine antichissima e precedenti illustri nella storia dell’arte; l’antica Odighitria ha, infatti, la medesima posizione: si tratta di una tipologia di icona bizantina rappresentante la Vergine che mostra la via attraverso suo Figlio e mostra Maria con Gesù in braccio appoggiato al suo grembo. Tale iconografia si protrasse nel tempo: a esempio si confronti la Madonna con Bambino di Carlo Crivelli (Bergamo, Accademia Carrara, 1483 ca.) o quella di Sassoferrato (Cesena, Pinacoteca Comunale, 1650 ca.). La versione di Crocetti, però, ha una declinazione laica: la madre è una donna qualunque che stringe al petto la sua bambina in un gesto di affetto e protezione.

Differentemente da altre opere su pietra (si veda, per esempio, la Maternità, n. inv 105, dove alcune parti suggeriscono la forma iniziale del blocco di marmo), in questa scultura la definizione delle masse volumetriche, così come delle fisionomie, ha pieno compimento. Il rimando a un’icona mariana canonica fa ben comprendere la sacralità dell’amore materno.

Di questa scultura in marmo esistono due fusioni in bronzo: una prima versione di proprietà del Museo Statale dell’Ermitage di San Pietroburgo (datata 1956); un secondo esemplare decora la nicchia sopra il portale della facciata esterna del duomo di Teramo. L’opera, inoltre, è da collegare con la Maternità in bronzo conservata presso l’Accademia di San Luca di Roma (1954), che può essere considerata una variante della medesima composizione (Venturoli 1972, figg. 61-62; Paolini 2020, pp. 116-117).