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Porta della vita

Porta della vita

Porta del Museo Crocetti

rilievo in bronzo

275 x 186 x 9 cm

1998-1999

n. inv. 2

Le due ante della porta che Venanzo Crocetti realizzò per l’ingresso del Museo a lui dedicato costituiscono un complesso iconografico-simbolico molto complesso. L’impaginato compositivo, privo di una vera e propria suddivisione in formelle geometricamente separate, prevede sette scene di diversa dimensione (quattro sull’anta sinistra, tre su quella destra) che raffigurano la storia dell’uomo, dalla cacciata dei progenitori dal Paradiso fino alla conquista del progresso e dello spazio. Per leggere correttamente tale narrazione, la prima scena da osservare è nell’anta destra in alto, dove si snoda il racconto biblico dell’esistenza umana, dal peccato originale fino al rinnovato patto di alleanza tra Dio e gli uomini attraverso la Resurrezione di Cristo e la costituzione di Santa Romana Chiesa: non a caso, infatti, sullo sfondo di questa scena compare la Basilica di San Pietro, elemento autoreferenziale poiché la porta destra della cattedrale petrina fu realizzata proprio dal maestro Crocetti. Al di sotto di questa complessa rappresentazione biblica, seguono due scene che mostrano le attività umane: la capacità di progettazione di uno spazio urbano, centro della vita sociale e, in basso, la sua costruzione fisica.

Il racconto prosegue dal basso sull’anta sinistra: l’attività di pesca e di navigazione e l’operosità agricola sono le prime due scene, alle quali segue una composizione dedicata all’amore coniugale, momento di felicità e di armonia (rappresentata dai due personaggi al centro che suonano rispettivamente una chitarra e una tromba), ma anche principio primo per la prosecuzione della vita umana. L’ultima scena riguarda il progresso dell’uomo e la conquista dello spazio. Le figure inserite da Crocetti in questa ultima scena sono esplicative di ciò che il maestro intendeva per “progresso”: insieme a Galileo, che osserva con il cannocchiale il cielo ormai esplorato dai mezzi satellitari contemporanei, compaiono uno scultore e un pittore, rappresentanti della cultura artistica, un pensatore in secondo piano e, più in alto, Dante e Virgilio, simboli del progresso letterario, ma anche emblemi di una visione escatologica della vita umana.
L’esistenza dell’uomo sulla Terra, infatti, avrà un termine, come ricorda la donna con la clessidra in alto a sinistra, ma la finalità dell’operato umano trova la sua conclusione nella vita ultraterrena: questa visione ciclica di Crocetti si evince dalla sottile linea che parte dal cielo nella scena in alto dell’anta sinistra e finisce nell’anta opposta, ricongiungendo l’immagine del progresso dell’uomo con l’origine nell’Eden da cui i progenitori furono cacciati.

L’opera, fin dall’origine, fu concepita per accogliere il visitatore all’ingresso del Museo Crocetti, dal maestro stesso ideato e voluto durante gli ultimi anni della sua vita presso il luogo che per molti decenni fu la sua casa-studio. Prima della sua definitiva ubicazione, però, la porta fu esposta in varie mostre in Italia e in Giappone.
Esiste un formato più piccolo (54x36x1 cm.), identico nella composizione, conservato presso il deposito bronzi del Museo Crocetti (nn. inv. 137, 268).