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Uomo con cane

Uomo con cane

bronzo

160 x 62 x 60 cm

1964

n. inv. 35

Quando Ulisse, dopo vent’anni, tornò a Itaca, si recò sotto mentite spoglie dal porcaro Eumeo, tra i suoi servitori più fidati; lì ritrovò Argo, suo fedelissimo cane, compagno in gioventù di caccia e di giochi: la bestiola, ormai vecchia e malata, riconobbe il padrone e fece festa prima di abbandonarsi alla morte (Odissea, libro XVII).

In quest’opera, sembra che Crocetti abbia avuto in mente il celebre passo di Omero, tanto è intimo l’abbraccio tra l’uomo, raffigurato nudo, come privo di orpelli regali era Ulisse quando fece ritorno a Itaca, e il cane, evidentemente un esemplare da caccia in considerazione della snellezza delle membra e del muso allungato.

La struttura volumetrica dell’opera ha uno sviluppo fortemente verticale ma al contempo le masse dei due personaggi sono composte per creare un movimento a spirale: il corpo del cane si erge sulle zampe posteriori parallele alla gamba destra dell’uomo, ma il torso ha un andamento trasversale che trova appoggio sul basso ventre del padrone per poi nascondere il muso tra il suo tronco e il braccio sinistro. Anche l’uomo, per accogliere lo slancio della bestiola, ha il busto inclinato in avanti e leggermente di fianco, dando l’impressione di creare un movimento a vortice, da sinistra a destra, speculare e opposto a quello del cane.

Lo studio delle membra che si avviluppano invitando l’osservatore a ruotare intorno alla scultura trova un possibile riferimento nella statua romana, conservata presso gli Uffizi di Firenze, raffigurante Bacco e Ampelo (il giovinetto amato dal dio trasformato in vite dopo la sua prematura morte).