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Modella

Modella

bronzo

169 x 55 x 25 cm

1964

n. inv. 40

A una posa estatica, studiata e magari tesa nello spazio circostante, Crocetti preferisce ritrarre questa giovane modella in un gesto rilassato dal troppo tedio, privo di mimica accattivante. Questa annoiata figura lascia immaginare le ore durante le quali ha dovuto rimanere immobile, rigida nella stessa posizione, e con altrettanta spontanea franchezza si mostra nella mollezza dell’abbandono al contegno.

Venturoli, in occasione della IX Quadriennale Nazionale d’Arte di Roma, definì quest’opera quale “monumento alla donna”: il critico espresse tale sentenza analizzando le forme tondeggianti delle nudità della figura, sottolineate nei fianchi da quel lacerto di pudica censura determinato dal panno che, spiegazzato e arrotolato, le copre appena il pube. Pur nella contemplazione della mirabile plasticità con cui le forme volumetriche sono state concepite da Crocetti, una lettura meno roboante suggerisce in modo forse più efficace l’intendimento dell’artista abruzzese: vale a dire la celebrazione della stanchezza, lo svelamento di ciò che consente l’opera d’arte, l’impalcatura sfatta di ciò che rimane dopo l’evento.

Volendo richiamare una metafora letteraria, l’atteggiamento di questa modella ricorda la desolazione di quella “decomposta fiera” che tanto efficacemente Ungaretti descrisse nella poesia In memoria (dal Porto Sepolto, 1916).