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Il vento

Il vento

bronzo

49 x 21 x 32 cm

1942

n. inv. 181

La piccola figurina femminile mostra contemporaneamente due movimenti: l’incedere dei passi umani, affrettati e lanciati da una posizione innaturale del corpo avviluppato su se stesso, e il corso del vento, concorde ma troppo più accelerato, causa di quell’istintivo gesto della donna di abbracciarsi e di piegarsi per trovare maggiore aderenza al terreno.

Il protagonista dell’opera, come suggerisce il titolo, non è ciò che si mostra, ma ciò che per natura è invisibile e di cui si possono osservare soltanto le conseguenze: il difficile transito della donna non è che un pretesto per rendere tangibile il vento.

L’eloquente portamento della sculturina fa immaginare l’ambientazione che idealmente ha intorno: una strada deserta in una giornata di tramontana, sul finire dell’inverno. Il verismo attraverso il quale sono descritti gli indumenti pesanti e il gesto istintivo del rannicchiarsi per l’intirizzimento è tipico della ricerca di Crocetti, mentre la leggerezza con cui gli stessi vestiti vengono smossi dalla fortissima corrente d’aria, per cui si increspano e si avviluppano allo stesso tempo al corpo della donna, ricorda la ricerca di Pericle Fazzini (si guardi, a tal proposito, la bronzea Donna nel vento, conservata presso il Museo di Scultura Contemporanea di Matera).

Dell’opera è nota una versione di dimensioni leggermente più piccole (42×14,5×25 cm.), eseguita nel 1950 e dal titolo più esplicativo Donna contro il vento (Floriano De Santi 2001, n. 12). Un’altra versione di dimensioni più grandi (155 h.), datata 1942 e dal titolo Il vento, fu presentata alla XXIII Biennale di Venezia (1942) ed è entrata nella collezione romana della famiglia Molè (XXIII Biennale, p. 51; Venturoli 1972, fig. 16).