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MASROIANNI. LA MATERIA COME DESIDERIO D'INFINITO

martedì 21 dicembre 2004 - sabato 15 gennaio 2005
Museo Crocetti
Esposizioni Temporanee

mostra a cura di Floriano De Santi

La levigata tenuità ornamentale delle prime opere di Umberto Mastroianni – soggetti religiosi, ritratti e nudi, che coprono un arco di tempo che va dal 1928 al 1940 – ha incontrato la storia, in primo luogo quella dell’arte rinascimentale di Francesco Laurana. È stato un universo rivelato a sé stesso e poi verificato attraverso il lavoro dei più grandi Maestri del Novecento, come Brancusi, Medardo Rosso, Archipenko e Boccioni.

Nella stagione neocubista del 1941-1954 la ricerca formale trae le sue origini dalla geometria: dalla linea curva, dal segmento, dall’elisse. In questa erompe la carica di una forza vitale che mette in tensione gli scanditi accordi euclidei: è un equilibrio che si turba sotto gli impulsi oscuri di una germinazione organica.
Con Battaglia e Apparizione alata del 1957, presentate alla XXIX Biennale di Venezia del ’58, Mastroianni consegue il riconoscimento più alto: il Gran Premio Internazionale per la scultura. Prende avvio il suo periodo informale (1957-1968), con bronzi, cartoni graffiati, rilievi policromi, solcati da ferite, da laceranti mutilazioni. La forma – come hanno riconosciuto anche storici dell’arte del calibro di Argan, Lionello Venturi, Jean Cassou, Cesare brandi e Steingraber – non è sconnessa ma porta i segni della violenza: la qualità plastica è dunque comprensibile nella sua drammatica positività soltanto se vista come risultato di un attrito tra vita e sopraffazione.

Dal 1969 al 1988, il periodo del “macchinismo fantastico”, Mastroianni è guidato da una intenzionalità costruttiva tipica dell’industria moderna. Da progettista deve risolvere i problemi di equilibrio, d’ingranaggio e di trasmissione di energia, ma con fini opposti a quelli cui si attiene la scienza. Laddove un bricoleur come Calder parla mediante le cose, la realtà è il suo linguaggio, un costruttore come Adam parla delle cose, il linguaggio persiste, è la tecnica. Il contrasto dei due modi, come di conscio e d’inconscio, è il dramma dell’uomo moderno, e Mastroianni è andato molto dentro al problema. La sua ideologia dell’arte è artigianale ad oltranza.

Gli ultimi dieci anni di vita sono caratterizzati, con i cicli plastici e pittorici “Metamorfosi”, “Kaos”, “Teatro magico”, “Giochi del Tao” e “Infinito cosmico”, dalla stagione delle “Figure dell’inconscio”. Tutto avviene nel sottosuolo, dove si ascoltano i soffi, gli ansiti e i guaiti delle creature invisibili disegnate da Mastroianni. Laggiù non abitano le creature che noi conosciamo: fiere di vivere, di pensare, di parlare, di possedere un io; ci sono soltanto gli spettri della notte.

Ora la mostra “Mastroianni. La materia come desiderio d’infinito”, che si ordina dal 21 dicembre 2004 al 16 gennaio 2005 negli spazi della Fondazione “Venanzo Crocetti” di Roma, documenta – sia pure per inevitabile sintesi – tutto l’iter creativo del Maestro di Fontana Liri, dal bassorilievo la Madonna col Bambino del 1931 al Volo di Pace del 1992. Sono esposti bronzi, argenti, piombi incisi e colorati, cartoni graffiati, puntesecche, molti dei materiali adoperati da Mastroianni, in cui Brancusi e Tatlin gli sono antecedenti molto più di ogni altro scultore italiano.

L’antologia romana si avvale di un catalogo corredato dalla riproduzione a colori di tutte le ventisette opere esposte, con un esaustivo saggio di Floriano De Santi, curatore della mostra e della relativa pubblicazione, e introduzioni di Antonio Tancredi, Presidente della Fondazione Crocetti e di Massimo Struffi, Presidente della Fondazione Mastroianni di Arpino.

MASROIANNI. LA MATERIA COME DESIDERIO D'INFINITO
MASROIANNI. LA MATERIA COME DESIDERIO D'INFINITO
MASROIANNI. LA MATERIA COME DESIDERIO D'INFINITO
Vittorio Trenta e MGR Salerno
Vittorio Trenta e MGR Salerno
MASROIANNI. LA MATERIA COME DESIDERIO D'INFINITO
MASROIANNI. LA MATERIA COME DESIDERIO D'INFINITO
MASROIANNI. LA MATERIA COME DESIDERIO D'INFINITO
Floriano De Santi e Fabrizio Sclocchini
Floriano De Santi e Fabrizio Sclocchini
Carla Manco e Antonio Tancredi
Carla Manco e Antonio Tancredi
Antonio Tancredi e Maria Pia Fanfani
Antonio Tancredi e Floriano De Santi