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Grande allieva di danza

Grande allieva di danza

bronzo

195 × 47,5 × 73 cm

1972

n. inv. 41

Il momento di preparazione alla danza è colto con vivida freschezza da Crocetti, che riproduce una giovinetta dall’espressione concentrata mentre raccoglie i capelli e allunga il collo del piede sinistro. La tradizione di ritrarre le ballerine, per la loro dinamica eleganza e per la possibilità che offrono di studiare il movimento del corpo umano, ha origini antichissime, ma fu sviluppata soprattutto a partire dalla metà del XIX secolo, quando il gonnellino divenne più corto (il cosiddetto “tutù”) e si introdussero le scarpette a punta: da Edgar Degas a Francesco Messina, molti artisti espressero la grazia del corpo umano in movimento attraverso la danza classica.

Dalla Piccola danzatrice di quattordici anni, originale in cera, tulle e raso di Edgar Degas (1989-1881, Parigi, Museo d’Orsay), il maestro abruzzese sembra aver tratta la posizione delle gambe in momentanea sosta, rendendo, però, più tesa la gamba sinistra della fanciulla che sta per ergere il proprio corpo sulla punta del piede sinistro. L’attimo scelto da Crocetti, dunque, è esattamente precedente a una delle figurazioni tipiche della danza classica, nella quale tutto il peso del corpo si concentra nel perfetto equilibrio di una punta. Come nel caso delle varie versioni della Modella in riposo, Crocetti preferisce un momento diverso da quello che si immagina essere il culmine della compiutezza: per le modelle si tratta della stasi dopo il momento di tensione, per questa ballerina l’attimo colto è subito prima della figurazione che lo spettatore anela di vedere.

Esistono due riproduzioni dell’opera: un primo esemplare fu acquistato nel 1984 dal Teatro Provinciale della città nipponica di Kumamoto ed è collocato nel giardino antistante l’ingresso; un’altra versione, anch’essa in Giappone, si trova presso il Museo Provinciale di Arte di Yamanashi, nell’isola di Honshu.